Dolenja Miersa - Merso Inferiore
Merso Inferiore da Azzida
Anticamente probabilmente era sulle rive di un lago.
Provenendo dalla strada provinciale dell'Erbezzo, che parte dal nuovo ponte sull'Alberone sotto la terrazza alluvionale, dove si trova l'abitato di Azzida, il primo paese in comune di San Leonardo che si incontra è Merso Inferiore / Dolenja Miersa (v Dolenji Miersi, iz Dolenje Mierse, Mierski.
Abitanti: Mieršanj / Mieršanji).
Il colle Vainizza
La frazione si trova all’inizio della valle del fiume Cosizza, a quota 160 m.s.m., ai piedi del colle Vainizza (393 m.s.m.) in posizione leggermente sollevata rispetto alla provinciale stessa che la costeggia.
La stradina che sale al paese
Le abitazioni costruite negli ultimi decenni si affacciano alla strada principale, ma per raggiungere il nucleo più antico del paese, basta percorrere qualche decina di metri lungo una stradina che sale leggermente sulla sinistra.
La chiesetta
Interno della chiesetta
Sulla piazzola si trova una cappella dedicata alla B.V. Maria di Fatima (internamente, sopra la porta, una lapide indica l’anno 1889).
Fontana
Anno di ristrutturazione della fontana
Accanto c’è una fontana risistemata di recente; la vecchia fontana, luogo di fondamentale importanza per la vita di un tempo nei paesi, era alimentata dall'acqua canalizzata proveniente da una sorgente / studenac nei pressi del torrente Kurlat. Nel 1952 fu costruito acquedotto destinato al rifornimento della frazione, la cui vasca di raccolta si trova dietro al paese alle pendici del Vainizza.
Questo punto di approvvigionamento era alimentato da una sorgente che sgorgava vicino alla località di Podlamuje; l'acqua di questa sorgente bastava a rifornire i paesi di fondovalle del comune.
Precedentemente, in paese venivano utilizzati anche tre pozzi di raccolta per l'acqua piovana, costruiti presso le case delle famiglie che allora erano le maggiori possidenti (Leban, Mihon e Garbaz).
Colonna monolitica
Casa ristrutturata
La maggior parte delle abitazioni di Merso è stata ricostruita dopo il terremoto del 1976, in molti casi sacrificando le tipologie architettoniche originarie dei vecchi edifici, spesso affiancati da stalle, fienili ed altri fabbricati ad uso agricolo, in favore di strutture più moderne d'aspetto e funzionali alle mutate esigenze di vita.
Al primitivo nucleo della borgata si sono poi aggiunte costruzioni nuove, più distanziate tra loro. All'uscita del paesino sulla stradina che porta a Cemur un fabbricato ripropone la tipologia costruttiva locale con muri in pietra a vista e con poggioli in legno, prospicienti l'ampio cortile interno.
Casa con affresco
Affresco
Sulla parete di una delle più vecchie case della frazione, situata nei pressi della chiesetta, è ancora visibile un affresco murano.
Secondo gli studi di eminenti studiosi come Musoni e Barba, il ramo di un lago quaternario occupava le parti finali delle vallate dell’Alberone e dell’Erbezzo.
Ad esso sarebbe da ricollegarsi la presenza di depositi argillosi presenti nei pressi dell’abitato, dai quali veniva estratta l’argilla destinata alla produzione di tegole e laterizi nella vicina fornace di Cemur / Čemur, da decenni ormai dismessa.
Storicamente al paese veniva ascritta l’antica chiesetta di San Silvestro situata sul lato opposto del Cosizza, in un luogo solitario, circondato da una ricca vegetazione e, non a torto, considerato uno tra i più suggestivi del fondovalle.
Nel secondo dopoguerra molti paesani emigrarono alla ricerca di lavoro sia in Europa, in paesi come Svizzera, Germania, Francia e Belgio, sia oltreoceano in Australia ed Argentina.
Secondo i dati aggiornati al 31/12/2003, forniti dall’anagrafe comunale, i residenti sono 93 (42 maschi e 51 femmine).
Negli ultimi tre decenni la popolazione residente si è mantenuta costantemente attorno a questa cifra.
Non va dimenticato, infatti, che nelle immediate vicinanze si trovano degli stabilimenti produttivi ed alcune imprese artigiane che offrono impiego ad alcune decine di addetti.
Per tutti i servizi è necessario far riferimento al capoluogo, distante solo un paio di chilometri (parrocchia, municipio, scuole, farmacia, ambulatorio medico, negozi, banca, ecc.).
Tra le persone di Merso che si distinsero per il loro operato ricordiamo don Giuseppe Valentino Chiacig, “Pre Žef” (Merso inferiore 1889 -Cividale 1966), sacerdote, storico e per diversi anni vicario curato della parrocchia di Tercimonte e suo fratello don Natale (Božo) Chiacig (Merso inferiore 1902 - Cividale 1959).
Božo, a differenza del fratello, studiò ed operò in ambito sloveno ma lontano dalla Slavia.
Dopo il conseguimento della laurea in diritto canonico a Roma, operò come cappellaqo a Baška Grapa e Bovec, in Slovenia.
Fu poi insegnante e vicario a Srpenica.
Dal 1937.al 1946, a partire quindi dalla vigilia fino alla fine del secondo conflitto mondiale ed oltre, resse la parrocchia di Solcano.
Negli ultimi anni del suo ministero fu nominato canonico della cattedrale di Gorizia e ricoprì importanti incarichi nella curia dell'arcidiocesi.
Stefania Carlig
da DOM
foto LINTVER